Se vi intrigano i personaggi femminili complessi e dal carattere forte, e se amate l’opera, i nomi di Norma e di Brünnhilde non possono lasciarvi indifferenti.
Richard Wagner aveva un particolare amore per la Norma di Vincenzo Bellini (e io con lui, perciò non mi stupisco affatto di come si possa essere insieme belliniani e wagneriani). Aveva un particolare amore per Norma, dicevo, e si vede. Mi è capitato spesso di pensare che c’è una forte analogia tra Norma e uno dei personaggi principali del Ring: Brünnhilde. Ho scoperto che mi conforta in questa mia opinione un saggio di Luca Zoppelli, L’eroe in trappola: Il crepuscolo degli dei, dedicato all’opera conclusiva della tetralogia.
Interessante è anche la stretta parentela del suo plot con quello di Norma, opera che Wagner amava ed ammirava, per il suo respiro tragico, forse più di ogni altra. (L’eroe è unito ad una donna sublime, dalla personalità quasi sovrumana. Si lascia tuttavia affascinare da un’altra donna, dimentica i suoi doveri verso la prima compagna, ne suscita la disperata gelosia. La donna tradita si vendica traendo il suo uomo a morte: decide però, in una suprema riconciliazione, di seguirlo al rogo).
Anziché costruire il mio parallelo sulle trame, però, io lo costruirei anzitutto sulle figure, sui caratteri di queste due donne. Due personaggi che amo moltissimo, tra i più splendidi dell’opera tragica. Due personaggi forti e ricchi di chiaroscuri, di tormenti, di contrasti interiori.
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